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Commenti sul “nuovo esame di stato”

Mentre ci si prepara all’esame di stato 2000/2001 (terza tornata dopo la “riforma”), ho riesumato alcune osservazioni (ma qualcuno le chiamerebbe “lamentele”, o “invettive”, o altro…) che mi sono capitate sotto gli occhi nella estate scorsa .

 

La fonte di questi commenti

La fonte è una mailing list di uno dei siti più importanti del panorama scolastico italiano: “educazione e scuola” (www.edscuola.com): la lista è sostanzialmente frequentata da docenti, che ritengo impegnati e qualificati oltre la media, sia per il fatto che sono disposti a impiegare il loro tempo nella discussione su come potrebbe essere una scuola migliore, sia perché si sono dati da fare per aggiornarsi alle nuove tecnologie (sia perché le loro firme le fo trovate in una serie di altri interventi, su altri temi, di livello che giudico certamente apprezzabile)

 

Il valore di questi commenti

Ovviamente queste voci (solo cinque!) sono una goccia nel mare di commenti e valutazioni che sono state operate sul nuovo esame: il ministero, dispone sicuramente di una massa immensa di dati in proposito, inviati sia sotto forma di iniziativa personale, sia sotto forma di risposte a rilevamenti ufficiali promossi dalle autorità scolastiche.

Però io ritengo che le opinioni sollecitate da (o dirette a) organi ufficiali sono sempre velate e tarate da una patina di perbenismo, ipocrisia, se non proprio di servilismo, che li rendono documenti di natura particolare (rivelatori di come sono fatti i docenti, più che di come sono fatti gli esami di stato). Queste invece mi sembrano voci un poco più autentiche, più dirette e più immediate. Certo sono poche; ma se ben ricordo [potete andare a controllare, perché se non sbaglio il forum è tutto archiviato on line] nella mailing list non sono comparse voci di dissenso (fenomeno che per lo più si verifica quando si tocca qualche nodo importante)

 

Che utilità ne possono trarre studenti e famiglie

Poiché mi rendo conto che i testi qui trascritti esprimono un punto di vista totalmente distante da quello che sento nella bocca (e forse anche nella testa) degli studenti, mi sembra utile proporli alla loro attenzione. Si imparano moltissime cose ad ascoltare “l’altra parte”!!

 


 

MESSAGGI

[I messaggi sono comparsi tutti debitamente firmati. Se volete verificarne la fonte, provate a consultare il “forum” del sito sopra citato]

 

1. Inviato: domenica 16 luglio 2000

Oggetto: Esame di Stato


Esame di Stato 1999/2000: 96 promossi su 100; i candidati più bravi nelle prove scritte; i candidati più bravi nel colloquio; i professori più a loro agio con il nuovo esame. Questa la notizia propalata dal Ministero e dalla stampa.

Proviamo a dire qualcosa di più vero.

E’ vero o non è vero che gli scritti corretti dai professori interni sono stati valutati più positivamente di quelli valutati dal professori esterni?

E’ vero o non è vero che durante gli scritti i candidati si esercitano nell’arte della copiatura, magari con la compiacenza di commissioni preoccupate di evitare bocciature?

E’ vero o non è vero che il nuovo colloquio consiste semplicemente nell’abolizione di ogni seria possibilità di verifica della preparazione: il candidato saltella -­ seguendo un percorso al limite dello scandalo concettuale -­ da un argomento ad un altro e non è possibile, ammesso che si tenti di farlo, fare domande soltanto un po’ distanti da quella grande domanda a piacere che è già diventato il percorso?

Risulta al Ministero che durante il colloquio non si legge e non si commenta più nulla? Vi è solo una serie di parole in libertà che, una volta, non sarebbero bastate a far superare l’esame di scuola media inferiore!

E’ vero o non è vero che questo nuovo esame permette alla maggioranza dei commissari -­ ad esempio, gli interni più un presidente compiacente ­ di attribuire il massimo dei voti anche a candidati scadenti, senza il bisogno di dare uno straccio di motivazione, umiliando i candidati bravi e i commissari che non accettano tale logica da consiglio comunale?

E’ vero o non è vero che questo esame permette di attribuire 100/100 con un semplice voto di maggioranza semplice, magari con l’opposizione di tre commissari?

E’ vero o non è vero che vengono chiamati a presiedere le commissioni docenti pensionati, docenti universitari -­ per lo più di secondo o terzo ordine -­ che, fatte salve poche eccezioni ­ nulla più sanno della scuola o non sono mai entrati come insegnati in un’aula di scuola media superiore?

E’ vero o non è vero che la terza prova serve soltanto a distinguere i professori che anticipano la domanda ai candidati da quelli che non lo fanno?

Chiedo a colleghi e studenti di esprimersi. Per favore, soltanto la verità……




2. Sent: Sunday, July 16, 2000

Subject: [edscuola] Esame di Stato


Il collega ha pienamente ragione. Il sottoscritto, insieme ad altri colleghi, ha proposto ed allegato alla relazione del Presidente della Commissione d'esame il seguente documento. Le speranze che da parte del Ministero si prendano in seria considerazione le riflessioni contenute nel suddetto documento sono assai scarse, tuttavia ci sentiamo almeno in pace con la nostra coscienza.

 Il documento è il seguente:

 ASPETTI NEGATIVI DEL NUOVO ESAME DI STATO

Il passaggio dal vecchio esame di maturità al nuovo esame di stato ha messo in luce varie contraddizioni. Queste derivano, in gran parte, dalla pretesa di valutare la preparazione dei candidati in maniera più oggettiva rispetto alla vecchia normativa, astraendo dal vecchio giudizio sulla personalità dell'alunno e introducendo un sistema di misurazione solo quantitativa in termini di mero punteggio. Ciò ha introdotto varie distorsioni, di cui le più importanti sono le seguenti.

 1. In primo luogo una valutazione di questo tipo non è assolutamente idonea ad accertare il grado di assimilazione dei contenuti culturali, che, per definizione, non può astrarre dalla riflessione critica e personale. Questa può essere accertata soprattutto in termini di autonomia di giudizio, cosa che presume una vera e propria rielaborazione globale delle conoscenze.

L'esame, come è concepito dall'attuale normativa, impedisce un serio accertamento di questo tipo, perché è strutturato su diverse prove settoriali, che danno luogo ad un punteggio globale risultante dalla pura e semplice sommatoria dei punteggi separatamente acquisiti nelle varie prove.

E' funzionale all'accertamento di una serie caotica di nozioni, più che di un sapere assimilato almeno nei suoi aspetti essenziali e collegati, che è l'unico degno di essere qualificato come cultura.

 2. La svalutazione dei contenuti culturali a vantaggio della pretesa misurazione di cosiddette "competenze", intese genericamente come abilità anche non fondate su conoscenze adeguate, è dimostrata da un aspetto della normativa del tutto illogico ed assurdo. Il punteggio massimo, assegnato dalla scuola per ben tre anni di studio, ammonta a 20 punti, mentre quasi il doppio (35) viene assegnato in sede di colloquio, che dovrebbe accertare, in tempi ridicolmente brevi, l'acquisizione dei contenuti di tutte le discipline (circa 10). Se ne deduce che il tempo dedicato allo studio sistematico e alla riflessione critica in ben tre anni di studio ha scarsissimo peso di fronte alla casualità dei risultati, che quasi sempre emerge in prove così concepite, dove contano qualità che hanno a che vedere più con la vivacità e l'intuizione istintiva che con le capacità logiche e razionali. Ne risulta del tutto svalutata la scuola intesa come istituzione educatrice, a vantaggio dei vari trafficanti e mercanti di nozioni variamente pre-digerite e semplificate (tesine preconfezionate, appunti ultrasintetici, percorsi tanto onnicomprensivi quanto cervellotici), ma che sono proprio quello che ci vuole ai fini della preparazione delle abilità necessarie per sostenere brillantemente un esame del genere. Se si considera un'ora, come tempo medio di svolgimento del colloquio, in cui deve rientrare la presentazione dell'argomento prescelto dal candidato, la visione e la discussione delle tre prove scritte, la discussione per l'assegnazione del punteggio da parte della commissione, resta mediamente meno di trenta minuti in cui dovrebbe essere accertata la conoscenza di circa 10 discipline. Ogni persona di semplice buon senso capisce che si tratta di una pura e semplice assurdità. Essa è stata il frutto di una pervicace volontà politica, in particolare degli ultimi governi, nel voler introdurre un sistema scolastico, che svaluti la funzione educativa e culturale della scuola. Si è voluto porre come prioritario un tale obiettivo, a vantaggio di una funzione semplicemente preparatoria a sostenere prove ben lontane dall'accertamento di un minimo di contenuti culturali, perfino partendo del tutto irrazionalmente dalla riforma della fase conclusiva del ciclo degli studi, dalla riforma dell'esame. Lo scopo generale di una tale trasformazione è chiaramente indirizzato all'introduzione di sistemi aziendalistici anche nel settore scolastico, cosa possibile solo se si tratta di trasmettere un sapere sempre più "alleggerito" e, dunque, più facilmente destinato alla "vendita". Così, ad onta delle dichiarazioni ufficiali, tutto si riduce ad una vera e propria orgia di nozionismo. Difficile, tuttavia, è proporre un semplice cambiamento di proporzioni in merito al punteggio, perché è proprio la logica di fondo che dovrebbe essere profondamente cambiata, in funzione di un sistema scolastico che privilegi prima di tutto nel suo modo di essere i contenuti culturali e, alla fine e di conseguenza, introduca un esame che sia in grado di accertarne il conseguimento con il rigore dovuto. Tuttavia sarebbe auspicabile, in assenza di una normativa del tutto nuova, almeno una modificazione dei punteggi in una misura di 40 per il credito scolastico e di 15 per il colloquio.

 3. Altro aspetto paradossale della normativa riguarda il punteggio integrativo (5 punti). Esso è riconosciuto solo a coloro che hanno superato brillantemente le prove di esame e che hanno un buon punteggio dalla scuola. Ciò costringe di fatto le commissioni ad operare in modo "provvidenzialmente falso" nel valutare le prove - (e quasi sempre si tratta del colloquio) - dei candidati che, con la semplice somma dei punteggi ricevuti, non raggiungono la valutazione di 60 magari per pochi punti, pur essendo candidati meritevoli di un minimo aiuto per arrivare a quel punteggio.

Sembra coerente, anche mantenendo questa impostazione dell'esame, prevedere la possibilità di attribuire un premio, in aggiunta alla somma risultante dalla valutazione delle prove, anche ai candidati meritevoli per ragioni non inerenti al profitto meramente scolastico. Tale premio deve potersi attribuire per ragioni fondate su altre qualità personali, ritenute positive e adeguatamente motivate dalla commissione. Cinque punti, come per le fasce degli alunni più bravi, sembra una congrua decisione.



 3. Date: Sun, 16 Jul 2000

Subject: Re: R: [edscuola] Esame di Stato

 Con grande rammarico e, vi dico sinceramente, con un forte groppo alla gola (o alla stomaco, a seconda delle circostanze!) devo condividere l'analisi dell'intervento.

Nella maggior parte dei casi l'esame di stato è una burla, in cui i veri sventurati sono gli studenti, specie i più meritevoli. Inflazione dei cento, inflazione delle illusioni di possedere una cultura senza la necessità di un impegno corposo. Si aggiunga la pretesa di una folla di mediocri che, vedendo questa spirale inflattiva attivarsi, dimostrano rabbia per una sorta di diritto al 100, con scenate davanti ai cartelloni, ecc.

Ho fatto gli esami in questi due anni da esterno (filosofia), con un'esperienza negativa ed una positiva (grazie ad un presidente equilibrato); malgrado questo è chiaro che la spinta al rialzo è fortissima e ingannevole. Basti pensare che si può comunque dare 100 ad un ragazzo che pensa che ai primi del Novecento dal partito socialista sia nato il partito popolare (e non quello comunista), oppure 70 a chi non sa che cosa è accaduto nel 1989, e chi sia Lenin (il tutto scritto in programma), oppure 95 ad uno che poneva in dubbio la nazionalità italiana di Mussolini, dopo non essere stato in grado di collocarlo cronologicamente e geograficamente.

Oppure può accadere, (infrangendo tutte le statistiche docimologiche, ecc. ecc.), che in una commissione con 30/32 alunni circa vi siano stati 15 studenti con il punteggio massimo (100). Mah!! tutti geni....o bravi ragazzi. Queste perle sono solo alcune tra quelle che potremmo raccogliere dai racconti di colleghi o dal proprio ascolto diretto.

Ma tutto questo è esperienza di tutti noi. Anche lavorando seriamente non si può infrangere un muro di buonismo, che alla lunga determinerà la fine della scuola italiana come "ultimo splendido baluardo" contro una massificazione disgustosa.

La mia riflessione però è questa. Il meccanismo perverso che ci spinge a questi risultati non è nelle regole (strettamente parlando) dell'esame, ma nella psicologia che si costruisce all'interno della classe docente.

In parole semplici. Non è il nuovo esame che induce a questi risultati, giacché questo (puntando assai in alto: verifica su tutto il programma, verifica delle abilità, delle capacità di sintesi: ma ci pensate??), sarebbe durissimo se fossimo coerenti con la lettera della legge.

Anzi forse sarebbe impossibile.

Il fatto è che i docenti sono del tutto intimoriti, o placidamente adagiati, alla nuova logica protezionistica (di studenti e di scuole), abdicando del tutto al loro compito di attestare "conoscenze e competenze". Questo non conta più, basta portare a casa buoni risultati da ostentare al pubblico.

E' il crollo della funzione docente, della responsabilità culturale e della responsabilità educativa.

La mia amarezza è nel constatare, nel toccare con mano che, salvo rare eccezioni, assediate e condannate al pubblico ludibrio sotto l'etichetta insegnanti cattivi da mettere alla gogna e da rendere inoffensivi, non esiste più la preoccupazione di VERIFICARE un qualche cosa.

Sia chiaro, non sono per punire o per selezionare. Figuriamoci!!! Ma per avvallare l'ignoranza chiamandola cultura, illudendo centinaia di giovani che così va bene.... beh, questo è proprio troppo.

E' un teatro, quel teatro che già vivevo da studente e per cui ho scelto di essere insegnante, sperando di fare meglio. Va così: io faccio finta di sapere, tu fai finta di chiedere, se mi dai (un tempo) 6, è tutto ok. Oggi non è più sei, ma 72, 80 a volte 90. La sostanza però è nella finzione.

Così, inserendomi in questo teatro, io sono divenuto un bel don Chisciotte!

Cioè, l'insegnante che vuole insegnare, oggi, nella scuola che sta nascendo è una figura patetica. (viva, invece, gli amici degli studenti, gli impegnati nel sociale, gli impegnati in politica -stanno rinascendo sapete!!- gli impegnati nella scuola - santa burocrazia!!!-)

Ma come fare per superare le menzogne che vengono raccontate? Qualcuno ha idee??

La mia preoccupazione è anche nel futuro del nostro mestiere..., pensavo fosse importante per la società.....


4. Date: Tue, 18 Jul 2000

Subject: Re: [edscuola] Esame di Stato

E' tutto tragicamente vero.

Il vecchio esame era ormai una farsa. Questo e' nato gia' morto.

E' anche tragicamente vero che le tracce dei compiti di maturita' (per il secondo anno quella di matematica dei licei scientifici e' stata estremamente difficile) sono a volte anche imprecise (cosi' per alcuni e' sembrata quella di ragioneria per i tecnici commerciali) e sembrano fatte piu' per essere valutate dai nostri cugini d'Europa che per essere svolte dai nostri alunni.

E' anche vero che siamo stati ridotti ad amanuensi (vedi verbali, diplomi e certificati, ecc...). E non venitemi a parlare di "conchiglia", [“conchiglia” era il nome era il nome del software distribuito alle commissioni per inviare on line i risultati, le statistiche ecc. al ministero, in tempo reale (ndr)] che con tutte le assurdita' operative (una per tutte il dover cancellare tutte le valutazioni per correggere un eventuale errore di attribuzione del credito scolastico, o anche il non prevedere le opzioni B3 e B4 per la prova di italiano) mi e' sembrato piu' una "cozza".

Per giunta (ma questo forse e' un problema solo di alcuni) abbiamo ricevuto l'acconto solo dopo 10 giorni e, con gli esami terminati il 13, dobbiamo ancora ricevere il saldo. Vorrei sapere quali altri funzionari dello stato si spostano a proprie spese!

Non prendiamoci in giro. Ormai e' quasi peggio dell'esame di terza media (in terza media almeno si fanno tre o quattro scritti).

Forse e' ora di pensare ad un esame con tutto il consiglio di classe e il Presidente esterno. Almeno finiremmo di barare.

Saluti


5. Date: Fri, 21 Jul 2000

Subject: Re: [edscuola] Esame di Stato


Cara Collega,

a domanda, rispondo, valendomi della mia recente esperienza di commissario esterno ai c.d. "nuovi"(la sottolineatura non è mia ...) esami di Stato.

Mi risulta che la qualifica di "nuovo" alla più recente versione degli esami di maturità è nella migliore delle ipotesi una convenzione sociale e nulla di più : infatti il presunto criterio matematico nella assegnazione del punteggio finale non esiste e pertanto la vernice di oggettività data dal Ministero della P.I. per qualificare le prove d'esame è solo una trovata gattopardesca per mascherare una sostanziale continuità nei criteri e nei metodi di gestione degli esami stessi.

La componente interna ( lo confermo ) può effettivamente pilotare le prove: qualora ne avesse le intenzioni, s'intende.

La figura e il ruolo stesso del Presidente vanno (a mio parere) ridisegnati al più presto, cominciando dai criteri di nomina ( perché il Ministero spende somme considerevoli nell'aggiornamento dei docenti, quando poi lascia la possibilità di nomina, addirittura con precedenza assoluta, a docenti e presidi in pensione che stentano ad orientarsi nella conduzione delle prove perché privi della necessaria preparazione ?).

Andiamo adesso al colloquio : confermo che, con i rigidi paletti fissati dalla normativa, è quasi impossibile andare oltre la tematica prescelta dall'alunno: nella pratica di conduzione del colloquio, se si prova ad allargare il campo conoscitivo con domande veramente interdisciplinari, si rischia una crisi emotiva dello studente già predisposto ad una passeggiata finale di chiaro stampo demagogico. Ma allora che cosa si accerta durante l'esame? Comprensione,Conoscenza,competenza? Ma andiamo, cerchiamo di essere un po' più seri!

Si può ridare dignità all'esame di maturità e alla stessa scuola solo se si investe nella ricerca seria e non solo nel protagonismo di maniera : il che significa ridare dignità e prestigio di status al docente ( non c'è alternativa e in mancanza occorre silenzio e maggior rispetto per la sostanza e non per la platonica forma....).

Vorrei concludere con un messaggio molto chiaro per tutti : ai miei colleghi e a me stesso dico di lavorare di più e meglio per il bene della nostra Nazione, perchè la scuola prepara e forma le generazioni future, quindi il nostro stesso futuro.

A chiunque sia investito di responsabilità politiche dico : guardati dalle vane parole, lavora in silenzio per il bene comune, non essere fariseo.

C'è un proverbio calabrese che suona press'a poco così : "prumintari e nun dari, restano figghi'e maritari..." ( Promettere e non dare, restano figlie da maritare...). Chi ha orecchio da intendere, intenda!

 


 

Conclusione

Perché non fate una indagine su cosa ne pensano i docenti del nostro istituto, cioè i vostri docenti, del “nuovo esame di stato” ? Distinguendo il più possibile, mi raccomando, tra parole di circostanza, parole di personale risentimento, e parole ispirate ad impegno culturale e civile.

 

07.04.2001

francesco dentoni

 

 
 

 


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Ultimo aggiornamento 07.04.2001