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I voti di Storia e Filosofia nello scrutinio finale (prima stesura 11.06.2001)

 

Dopo aver compilato le medie del lavoro dell'anno ed avere predisposto (secondo i criteri indicati all'inizio dell'anno) i voti da proporre in consiglio di classe per lo scrutinio finale, intendo scrivere alcune osservazioni, perché so bene che girano fra gli studenti, fra i genitori, e fra i docenti alcune idee che io non ritengo compatibili con la volontà, a parole da molti dichiarata, di una scuola più seria, più rispettosa di tutti, più democratica, più capace di preparare alla vita di oggi.

 

Da parte degli studenti (di quasi tutti gli studenti), secondo me, si alimentano aspettative miracolose, quasi che la fine dell'anno sia una specie di sagra nella quale si distribuiscono voti per un lavoro inesistente, come si fa con il vino alla Festa dell'Uva; come se il voto finale debba fotografare la migliore prestazione dell'anno, e non invece la media di tutto l'anno.  E si dà per scontato che l'insegnante possa essere preso  sul lato della sua "bontà materna": si vedono in giro studenti che con accenti di vomitevole piagnucolio (che spero vivamente insincero) si sottopongono mansueti e contriti a predicozzi dei loro insegnanti, nella speranza di mendicare qualche voto un po' meno severo... 

A questo proposito, io li invito ad avere maggiore rispetto verso se stessi e verso le istituzioni pubbliche, che sono organi imparziali di uno stato democratico:

 

Da parte dei genitori, di un certo numero di genitori, mi sembra di vedere atteggiamenti di sostegno (anche se meno infantili ed esasperati) a quelli dei loro figli. Ma ritengo che ormai un numero consistente di genitori (forse la metà) si aspetta dalla scuola una linea di pacata coerenza, di stimolo all'impegno, senza diseducative sanatorie. Perché i genitori, fortunatamente, non pensano solo all'oggi: sono preoccupati per il domani. E nel fare questo fanno, insieme, il bene dei loro figli ed il bene dell'intera società.

 

Da parte dei docenti io percepisco di solito, in sede di scrutinio finale, una certa aria di smobilitazione, un certo pregiudizio di sanatoria almeno parziale (di solito immotivata, o motivata con gli stessi argomenti che ho sopra deplorato a proposito degli studenti). 

E' una specie di "logica dello sconto", ormai divenuta prassi abituale. Un consiglio di classe che non regala o condona qualcosa, è considerato severo.  La cosa ridicola è che questa diffusissima prassi si accompagna invece a proclami verbali di inflessibilità, recriminazione sul fatto che la scuola è troppo lassista, ecc.  

Non vorrei toccare un tasto dolente, ma qui secondo me c'è una questione di responsabilità: è più facile, procura meno rogne, alleggerisce la vita, cancellare qualche insufficienza e chiudere gli occhi su qualche lacuna. Non c'è dubbio. Io penso, però, che questo comportamento, soggettivamente non è fatto per il bene dello studente, e oggettivamente costituisce danno al bene comune.

 

Per parte mia, le proposte di voto che io porterò al consiglio di classe sono quelle che risultano dal tabulato finale delle valutazioni. Naturalmente un conto sono le mie proposte di voto, ed un conto sono i voti, assegnati dal consiglio di classe in base ad una procedura abbastanza democratica (dico abbastanza democratica, perché il sistema di voto nel consiglio di classe penalizza il peso dei docenti che hanno più materie, più ore e meno studenti: il loro voto vale di meno) Se gli studenti si troveranno in pagella un voto differente da quello risultante dai tabulati pubblicati, sappiano che:

Comunque, genitori e studenti tengano ben presente che nessuna maggioranza di nessun consiglio di classe potrà fare in modo che uno studente che non ha preparazione sufficiente in Storia e Filosofia la abbia di colpo, solo per il fatto che alcuni altri docenti avessero pensato di cancellarla dalle carte.

Mi raccomando. Non muore nessuno se non si ha la sufficienza in Storia o in Filosofia. Ci sono cose ben più importanti. E una queste è la seguente: siamo seri!

 

Roma 07 giugno 2002

 

francesco dentoni, docente


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