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I.R.C. parliamone: non nuoce alla salute

11. Altri materiali sparsi


Progetto di riflessione e di ricerca sull'Insegnamento della Religione Cattolica nella Scuola Pubblica
della Classe 5F del Liceo Scientifico Statale M. Malpighi di Roma 1996/97
Chiunque può intervenire con osservazioni e contributi che saranno inglobati nelle edizioni successive
Indice generale | Composizione Classe 5F | Comitato promotore | Raccomandazione generale


Sommario di questa sezione

Tema svolto "La religione e la scuola"

Commento al tema svolto "La religione e la scuola" (docente F. Dentoni)

Appunti da una trasmissione televisiva su le religioni e la pace (stud. V. De Filippis)

A proposito della raccomandazione "tenete presenti anche gli altri" (docente F. Dentoni)



 
 

testo di un tema trovato su di un libretto di "temi svolti" e segnalato alla classe da Valentina De Filippis



LA RELIGIONE E LA SCUOLA

Nonostante sia trascorso circa un decennio dall'entrata in vigore del nuovo concordato, che ne ha sancito la non obbligatorietà nelle scuole, la religione costituisce ancora un problema non integralmente risolto della scuola italiana.

Ci sono sempre stati degli accordi fra Stato e Chiesa, cioè i trattati politici e i concordati ecclesiastici, in modo d armonizzare i rapporti e stabilire i rispettivi ruoli in relazione ai propri doveri e diritti nei confronti dei cittadini e delle loro "anime". Attraverso il trattato politico essi hanno raggiunto l'accordo su questioni finanziarie e sul reciproco riconoscimento delle rispettive sovranità statuali: lo Stato italiano ha riconosciuto la creazione dello Stato Vaticano, la Chiesa ha riconosciuto lo Stato italiano con capitale Roma. Mentre attraverso i concordati ecclesiastici si stabilisce il ruolo della Chiesa, come ad esempio i riconoscimento da parte dello Stato degli effetti civili del matrimonio canonico e l'obbligatorietà dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole. Il problema religioso venne però fuori il 10 gennaio 1948, in coincidenza con l'entrata in vigore della Costituzione italiana che garantiva la libertà di culto. Apparve subito evidente l'incongruenza fra concordato e Costituzione. Così, per pianificare le cose, si è avuta una modifica dei vecchi patti lateranensi, attraverso la firma di un nuovo concordato che è entrato in vigore il 3 giugno 1985, dopo una lunghissima trafila. Il Papa era Giovanni Paolo II, il Presidente del Consiglio Bettino Craxi. La modifica consiste in una complessa modernizzazione dei patti, e in particolar modo nel rendere facoltativa l'ora di religione nelle scuole. Ovvero, si può finalmente scegliere se avvalersi o meno dell'insegnamento della religione. Una grossa conquista di libertà ideologica.

La scelta avviene all'atto di iscrizione all'anno scolastico, mediante la semplice compilazione di un apposito modulo. Con tale provvedimento cadono quelli che erano considerati veri e propri abusi della Chiesa nella scuola.

Gli studenti continuano ad accettare in massa l'ora di religione, poiché la maggior parte della popolazione italiana è cattolica, ma le minoranze esistono ed è giusto che siano tutelate. Tuttavia, dopo l'entrata in vigore del nuovo concordato, le cose non si sono ancora aggiustate: rimane tuttora il problema di una sua effettiva applicazione. Attualmente, infatti, chi non si avvale dell'insegnamento della religione è costretto a rimanere a scuola, pur non essendo obbligato a seguire la lezione! Penso che la cosa sia talmente fastidiosa per il non cattolico, costretto a rimanere praticamente segregato, che probabilmente il medesimo stava megli quando stava peggio.

Sono state avanzate numerose proposte per far fronte alla questione, ma nessuna di esse sembra essere stata apprezzata dal Ministero della Pubblica Istruzione e ancor meno dalla Chiesa. Due sono le ipotesi percorribili e sensate: una, quella di istituire attività ausiliarie che sostituiscano l'ora di religione e l'altra, quella di consentire agli studenti di uscire dall'istituto durante le medesime. Più drastica e difficile da applicare sembra la seconda soluzione, dato che concedere la libera uscita a dei minorenni, in orari intermedi, potrebbe essere sconveniente per le famiglie. Certo, si potrebbe far sì che le ore di religione si svolgessero per tutte le classi alla prima o al'ultima ora, ma anche questa possibilità non sembra affatto semplice, perché molto probabilmente comporterebbe l'aumento dell'organico dei professori di religione.

Qualche tempo fa, un TAR ha accolto la richiesta di un ragazzo di poter lasciare la scuola durante l'ora di religione. Una sentenza "a sorpresa" che ha suscitato proteste unite a stupore. Ora bisognerà vedere se essa potrà costituire un punto di partenza per una soluzione della questione o se rimarrà un caso isolato.

Più interessante e giudiziosa appare l'idea di affrontare dei corsi alternativi. Ciò potrebbe essere una buona occasion per avvicinare i giovani a branche della cultura meno pensati e senza l'assillo della votazione scolastica. Parlo di argomenti interessanti che però, generalmente, non vengono neppure lambiti dai programmi ministeriali. Ad esempio, la vita degli animali, la musica, l'arte, o addirittura alcune discipline sportive o perfino giochi di intelligenza molto formativi come gli scacchi. Il tutto prospettato senza lo spettro dell'ottuso nozionismo, abituale nelle scuole italiane. In tal caso lo Stato prenderebbe due piccioni con una fava! Sono sicuro che molti studenti, anche cattolici, preferirebbero un'ora di questo tipo a quella di religione.

Come mai di fronte a tanti interessanti alternative il Ministero della Pubblica Istruzione no riesce a venire a capo del problema? Viene quasi il dubbio che in realtà non si voglia farlo! Si, insomma, che sotto ci sia un tacito accordo con la Santa Sede per evitare che la maggioranza degli studenti, improvvisamente, abbandoni la "tradizionale" ora di religione in favore di una divertente ora di pallavolo o di calcetto in palestra, di interessantissime proiezioni o quant'altro. Del resto, non bisogna cadere dalle nuvole. Viviamo in uno stato che si definisce "laico", ma che è ancora vittima di un retaggio di inibizioni, di compromissioni e di frustrazioni, le cui radici affondano nei secoli. Un retaggio che deriva dall'enorme potere che la Chiesa ha sempre avuto sulle anime di questa nostra penisola, e sulla penisola medesima.

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Valentina De Filippis aveva segnalato, da un librettino di "temi svolti", un testo a proposito dell'insegnamento della religione cattolica nella scuola. Qui ne è proposto un commento del docente Dentoni: settembre 1996
 
 

Commento del docente Dentoni

al "tema svolto" sull'IRC segnalato da Valentina De Filippis

30.9.1996



Mie osservazioni a quel "tema svolto":

1. la parte di ambientazione storica è molto lacunosa e approssimativa: ad esempio l'esordio "ci sono sempre stati...": non è vero; e soprattutto il rapporto Concordato-Costituzione (frutto di un passaggio storico cruciale della nascente repubblica italiana) è presentato sotto luce troppo deformata

2. per quanto riguarda l'aspetto giuridico, sebbene il tema sia databile circa 1995 ("è trascorso circa un decennio..."), ignora gli sviluppi del gennaio 1991, ed è tutto imperniato sulla impossibilità di uscire da scuola per chi non si avvale (quindi problema ormai superato dal gennaio 1991)

3. anche per quanto riguarda considerazioni personali e suggerimenti lo trovo un po' qualunquista: proporre ore di apprendimento divertente (scacchi, ad esempio) non è serio: se si pensa che la scuola debba essere così, bisogna farla diventare così, ma non si capisce perché si debbano introdurre queste novità al posto della religione cattolica e non di altre materie. Insomma, il tema non mi pare fatto seriamente: è fatto da qualcuno che non ha preso sul serio l'insegnamento della religione cattolica, e quindi per principio non può dire nulla di serio.

4. Un paio di osservazioni sensate (e cioè che la nuova situazione rischia di essere peggiore di quella del vecchio concordato; e che probabilmente manca la volontà di risolvere i problemi) secondo me non bastano a rendere decente il tutto.
 
 

Per concludere: grazie lo stesso a Valentina, ma il mio parere è che se tutti i temi svolti di quel libretto sono così, quel libretto è meglio perderlo che trovarlo: anche perché la scuola è una palestra, e mille esercizi che fanno gli altri non possono sostituire nemmeno un esercizio fatto da te. E poi, misurando col metro kantiano, chi prende un tema svolto e lo usa per lo svolgimento del proprio tema, non è in contraddizione? nello stesso tempo vuole svolgere un tema, ma non lo vuole svolgere, e vuole cercare di ottenere un voto nel momento stesso in cui, copiando un tema svolto, afferma che i voti assegnati non valgono nulla, perché sono assegnati a lavori non svolti dallo studente. E poi, quello studente, avrà rispettato la umanità in sé e negli altri?...
 
 

Francesco Dentoni

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trascrizione di alcuni appunti che Valentina De Filippis ha preso, come materiali utili per il lavoro,

da una trasmissione televisiva sulle religioni: ottobre 1996.

Per mancanza di tempo, l'argomento non ha avuto seguito.



Alcune idee sulle religioni (Rai 1, domenica mattina 6.10.1996)
 
 

Oggi siamo come nel periodo di Noè, c'è un diluvio: l'atomo, l'AIDS, le guerre, l'ignoranza, ecc. Bisogna rivalutare la religione per la salvezza dell'umanità, per far nascere la spiritualità anche in chi non ce l'ha
 
 

Le religioni guardano al cielo, verso l'alto, verso la pace del mondo
 
 

Le religioni però possono essere anche ostacoli alla via del dialogo: questo avviene quando le religioni possono scegliere di chiudersi in se stesse contrapponendosi alle altre e portando violenze
 
 

Chi crede nelle religioni è una persona debole, ma la forza di queste persone sta nella speranza del futuro che non sta nell'uomo ma è scritta nel cuore della religione
 
 

Le religioni aiutano l'uomo ad assumere una coscienza critica della società ed educano alla pace
 
 

Le religioni fanno cadere l'odio, la violenza, la contrapposizione e portano la pace
 
 

Potrà entrare la pace nel mondo degli uomini? Questo è l'interrogativo di Gerusalemme, patria della pace e del sogno. Qui è avvenuto l'incontro delle tre religioni: ebrea, cristiana, musulmana. Il cammino di amicizia tra credenti porta alla pace assoluta.
 
 

Valentina De Filippis

(il nome esatto della trasmissione non è stato riportato)

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Riflessione proposta dal docente Dentoni (aprile 1997) alla classe 5F di fronte alle esitazioni ed alle perplessità suscitate dalla bozza della raccomandazione 1.2.3 del Documento 1 (Area Storia e Diritto), che invitava gli studenti avvalentisi a tenere presente anche i disagi provocati agli studenti non avvalentisi (raccomandazione poi non approvata e divenuta raccomandazione di minoranza)



A proposito della RACCOMANDAZIONE 1.2.3.

("TENETE PRESENTI ANCHE GLI ALTRI")

Tentiamo di chiarirci le idee con un esperimento:
 
 

SITUAZIONE A: stai per firmare il modulo se avvalerti o no dell'IRC. Mentre ci pensi, ti si avvicina una persona che ti dice: "senti, la scelta è libera e tu fai quello che vuoi: su questo non ci piove. Tuttavia c'è una cosa che secondo me tu devi sapere: poi ti regolerai come vuoi. Devi sapere che tu sei l'unico studente rimasto a poter chiedere l'IRC: per cui o tu scegli l'IRC, e allora il docente rimarrà in carica, oppure tu non scegli l'IRC, e il docente sarà licenziato e rimarrà senza lavoro. Vedi tu: sappi che questa tua firma non ha un valore privato, ma coinvolge, anche se non vuoi, il destino di altre persone, e perciò ti carica di fatto di una responsabilità più grande di te. Una persona verrà licenziata o avrà lavoro per un anno in conseguenza di questa tua scelta"
 
 

POSSIBILI REAZIONI:

1. Ringrazi il tuo interlocutore: "adesso che conosco la situazione, farò la mia scelta con ancora maggiore responsabilità e consapevolezza"

2. Siccome pensavi di non avvalerti, pensi dentro di sé: "Sono capitato in un bell'impiccio"

3. Senza pensarci due volte, firmi per avvalerti

4. Ti arrabbi con chi ti è venuto a parlare e gli dici: "cosa me ne importa? Come ti permetti di venirmi a dire una cosa del genere? Io avere delle responsabilità? Sono problemi che non mi riguardano. Io faccio quello che la legge mi consente di fare, e gli altri si attaccano."
 
 

Scegli la reazione che ti sembra più naturale. Se non hai scelto la reazione 4, prova a darti una ragione del perché una parte così significativa della classe ha sentito visceralmente orrore per la Raccomandazione 1.2.3. Infatti la raccomandazione 1.2.3. pare animata dallo stesso identico spirito che induce a rifiutare la reazione 4.
 
 
 
 

SITUAZIONE B: esiste, nella Repubblica Italiana, un principio molto generico secondo cui non si fanno preferenze, e nel disbrigo degli affari si procede nell'ordine in cui pervengono. Di fatto, però, è consuetudine affermatissima (così affermata da essere considerata quasi una norma di educazione), che se un docente e uno studente si vengono a trovare in Presidenza, il Preside prima ascolta il docente, e fa passare in seconda fila lo studente, anche se è arrivato prima.

Immaginiamo che ci siano alcuni studenti in attesa davanti al tavolo della Vice-Preside che sta per occuparsi di loro, ed arriva un docente:
 
 

QUALE E' SECONDO TE IL COMPORTAMENTO PIU' APPREZZABILE FRA I SEGUENTI?

1. Il docente entra, passa avanti, e prima che gli studenti aprano bocca espone il suo problema alla Vice-Preside

2. Il docente entra, si rivolge agli studenti con un cenno come per dire "mi fate passare avanti, vero?", ed espone il suo caso alla Vice-Preside

3. Il docente entra, si mette vistosamente in coda, ed aspetta che sia la Vice-Preside a dargli ascolto in precedenza sugli studenti

4. Il docente entra, si mette in coda, quando la Vice-preside lo vuole interpellare per primo si schermisce dicendo "C'erano questi studenti prima di me...", ma la Vice-Preside taglia corto "I docenti vengono prima", e il docente espone il suo caso, con una occhiata di scuse agli studenti, come per dire "La legge è questa, mi privilegia un po', ma non l'ho fatta io..."

5. Il docente entrando capisce al volo che cosa succederebbe; fa finta di avere sbagliato porta; esce, e torna dopo qualche minuto, quando la Vice-Presidenza non ha più studenti, e ci si può mettere onestamente in coda fra docenti.
 
 

Scegli il comportamento che ti sembra il più apprezzabile dal punto di vista dell'etica e della democrazia. Se hai scelto il comportamento 5, prova a darti una ragione del perché una parte così significativa della classe ha sentito visceralmente orrore per la Raccomandazione 1.2.3. Infatti la raccomandazione 1.2.3. si presenta animata dallo stesso spirito del comportamento 5.
 
 

SITUAZIONE C: vivo in un paese dove i bianchi hanno, nel parco, delle panchine riservate, mentre i neri devono sedersi su delle altre panchine (in minor numero, più vecchie e più sporche). Io sono bianco, ma sono tollerante, e non ho mai preteso che un nero si alzasse da una panchina solo perché era riservata ai bianchi. Al limite, sono anche disposto a sedermi su una panchina per i neri. Però un giorno tutte le panchine sono occupate, ed io sono proprio stanco: voglio sedermi. In una panchina per bianchi c'è seduto un nero.
 
 

POSSIBILI COMPORTAMENTI:

1. Dico al nero che non può sedersi su una panchina riservata ai bianchi. Poi, quando se ne è andato, mi siedo nel posto lasciato libero.

2. Dico al nero che non deve sedersi su una panchina riservata ai bianchi, e che quindi deve lasciarmi il posto.

3. Siccome la legge non l'ho fatta io, non sento sconveniente di chiedere cortesemente al nero di alzarsi e di lasciarmi sedere, facendogli presente che mi dispiace, che non è colpa mia, ma è la legge che è fatta così, e che fin che non cambia ho diritto di usarla

4. Mi rifiuto di utilizzare una legge che mi favorisce ma che è ingiusta perché discriminante, e rimango in piedi

5. Mi rivolgo ad un robusto giovanotto bianco seduto sulla stessa panchina del nero, e gli chiedo se cortesemente mi lascia il posto, perché sono veramente molto stanco.
 
 

Scegli il comportamento che ti sembra il più apprezzabile dal punto di vista etico (il comportamento nel quale educheresti tuo figlio). Se hai scelto il comportamento 4 o 5, prova a darti una ragione del perché una parte così significativa della classe ha sentito visceralmente orrore per la Raccomandazione 1.2.3. Infatti la Raccomandazione 1.2.3. si presenta animata dallo stesso spirito del comportamento 4 o 5.

Francesco Dentoni

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