Pagina Web di F. Dentoni - home


Una scuola pubblica, laica, pluralista

COLLEGIO DEI DOCENTI 17.05.2000 e 26.05.2000

Nel generale rimescolamento della scuola, spero che non perdiamo di vista alcuni obiettivi importanti e qualificanti: la istruzione come servizio pubblico (e non "pagato con soldi pubblici per realizzare finalità private"), la scuola come luogo di formazione critica, e come addestramento alla responsabilità individuale...

Mentre tutti pensiamo alla conclusione del lavoro, agli esami imminenti, ai progetti per il prossimo anno, vorrei che non dimenticassimo alcuni punti qualificanti

1. Esiste dentro la scuola una discriminazione grave in danno dei docenti di religione cattolica, anche se essi non vogliono o non possono ammetterla: e cioè essi, per una disposizione del governo, possono adottare nella scuola pubblica unicamente testi che siano passati ad una doppia censura da parte delle autorità ecclesiastiche [censure che non prevedono alcun controllo democratico: senza motivazioni, senza dibattito, senza appello, senza divisione dei poteri: puro e squallido medioevo (chiedo scusa al medioevo, che ha ben altre dignità), spacciato per "volontà divina"].

Sarebbe come se io non potessi adottare un libro di storia che non risulta approvato dal segretario del partito di maggioranza.

Io non intendo che il mio nome figuri fra coloro che non hanno obiettato a questo sistema anticostituzionale: sarebbe come se non obiettassi che agli studenti ebrei venga imposto di girare con la stella di Davide cucita sulla giacca.

Perciò propongo anche quest'anno una mozione di astensione sulla adozione dei libri di testo di religione cattolica, invitando gli altri docenti ad astenersi come me

2. Il Ministro Berlinguer non è ancora receduto dalle posizioni della vergognosa ordinanza n. 128 del 14.05.1999 (credito scolastico per il fatto di avere scelto e seguito l'insegnamento della religione cattolica) e la ha di fatto ripresentata con l'espediente di pubblicare una ordinanza (126 del 20.04.2000) che contiene solo le modifiche rispetto allo scorso anno (e all'art. 2 comma 3-4 non sono previste modifiche).

Ciononostante vorrei che fosse chiaro che

Il rispetto di queste norme è fondamentale: ed è fondamentale che gli studenti ne siano pienamente e formalmente portati a conoscenza.

3. Sui criteri di formazione dell'orario scolastico intendo ribadire che, alla luce delle nuove normative, è possibile (e quindi doveroso, perché non ci sono più alibi di natura organizzativa) superare la discriminazione incostituzionale di cui sono stati fatti oggetto fino ad oggi gli studenti che non chiedono di avvalersi dell'IRC

Intendo inoltre pubblicamente avanzare una richiesta di maggiore trasparenza (che fra l'altro è obbligo di legge), in tema di scelta se avvalersi o meno dell'IRC.



 
 

LIBERTA' DI INSEGNAMENTO E CONTROLLO IDEOLOGICO SUI LIBRI DI TESTO (collegio docenti 17.05.2000)

Premessa
E' principio fondamentale della nostra Costituzione, assolutamente irrinunciabile, che l'insegnamento è libero.

L'intesa fra stato italiano e conferenza episcopale italiana prevede che come libri di testo dell'insegnamento dell'IRC possano essere adottati solo libri che rechino la autorizzazione ecclesiastica (DPR 751/85 che recepisce la Intesa 14.12.85 art.3 comma 2).

Questo significa che il singolo docente di IRC non è libero di esercitare la sua attività didattica, che si esplica sia nell'insegnamento curricolare, sia in quel momento particolarmente delicato che è la scelta di un libro di testo (la solidarietà fra libertà di insegnamento e adozione del libro è sottolineata dal principio, sempre riaffermato nella normativa, che in estrema istanza a nessun docente può comunque essere imposta la adozione di un testo che egli non vuole adottare).

Considerazione

Io non mi sento di tacere e fare finta di nulla, di fronte a questa grave doppia violazione

a) di un principio di rilevanza costituzionale essenziale, perpetrato nella scuola ove io presto servizio, e sotto gli occhi di tutti

b) della dignità dei docenti di IRC, doppiamente discriminati, e quasi sospettati di possibile infedeltà, nell'esercizio del loro insegnamento, da parte di quelle stesse autorità che pure (e anche qui vi è da domandarsi se non vi sia altra violazione di principi costituzionali) hanno loro riconosciuto una speciale idoneità (e cioè affidabilità ideologica) all'insegnamento. Qui li si vuole ridurre non solo al ruolo già discutibile di "fedeli interpreti", ma addirittura di "automatici ripetitori".

Alle soglie del ventunesimo secolo, siamo di fronte a residui medievali o controriformistici di controllo del pensiero, che paiono sfuggiti a coloro che dicono di pentirsi per avere in passato tenuto di questi comportamenti prepotenti e prevaricatori. E ciò che è grave, questo avviene nel cuore di una istituzione educativa, con grave pregiudizio della crescita vera e piena dei giovani che ci sono affidati. C'è da essere inquieti sulle prospettive della nostra democrazia.

In concreto

Non posso certo chiedere ai docenti di Irc, nella loro precaria situazione giuridica, di protestare per questa limitazione della libertà di insegnamento, o anche solo chiedere che dichiarino la loro scelta dei libri di testo completamente indipendente, di fatto, dalla presenza o meno di una approvazione ecclesiastica.

Posso invece pronunciarmi, e invitare tutti i colleghi, a pronunciarsi, con una mozione di voto, sui libri di testo dell'IRC, come segue:

Mozione

"Io sottoscritto, docente del Liceo Scientifico Malpighi di Roma, al momento di deliberare sulla adozione dei libri di testo per l'anno scolastico 2000-2001,

richiamo la attenzione degli organi competenti, di tutte le componenti della scuola, nonché della pubblica opinione sulla dubbia legittimità costituzionale di tale normativa

e nel frattempo decido di astenermi sulla proposta di adozione dei libri di testo avanzata dai docenti di Insegnamento della religione cattolica"
 
 
 
 


"Cinque piaghe" nel Liceo Malpighi

(cinque richieste concrete di elementare e doverosa trasparenza)

1. Gli studenti devono sapere (perché non lo sanno, e comunque il modulo del ministero è volutamente ambiguo) che la scelta di avvalersi o no dell'insegnamento della religione cattolica spetta unicamente a loro in persona, e non (anche) ai loro genitori; e che lo spazio riservato alla firma dei genitori, se non è stato depennato d'ufficio (lo dovrebbe depennare la scuola), deve in ogni caso essere lasciato in bianco

2. Gli studenti devono sapere (perché ben pochi lo sanno) che nello scrutinio finale (sia quando si tratta di votare per la promozione, sia quando si tratta di votare per il credito scolastico) il voto del docente di IRC si computa solo quando non è determinante; se invece è determinante, diviene giudizio motivato a verbale

3. Gli studenti devono sapere, perché molti hanno su questo idee confuse (come è documentabile [ vedi nella sezione feedback varie lettere di studenti ]), frutto di una intenzionale confusione prodotta dalle istituzioni scolastiche

4. Gli studenti hanno il diritto che la scuola, nei suoi atti ufficiali, designi l'insegnamento della "religione cattolica" con il suo nome corretto. La designazione "religione" riflette l'ideologia del concordato fascista e dello statuto albertino, nel quale la religione cattolica romana era "la religione" dello stato. Chi si ostina a fare diversamente, compie opera di attiva diseducazione civica; e se si tratta di atti di ufficio compie un vero e proprio reato.

Sono passati 52 anni dalla Costituzione! Eppure l'intera scuola italiana insiste a presentare la "religione cattolica" come la religione: dico "insiste" perché vi sono agli atti una serie di inascoltate diffide ad ogni livello della gerarchia scolastica; perciò si tratta di un fatto voluto; ed fuor di dubbio un fatto criminale. A chi fa comodo ingannare studenti e famiglie in questo modo, sentendo anzi come offesa il fatto che io pretenda che si dica "religione cattolica"? Provateci a scrivere "Regno d'Italia" su una pagella! E poi provate a giustificarvi: "mi sono distratto, sa, è l'abitudine… non siamo così rigidi… che sarà mai…" Provateci, e vedete se vi crederanno.

5. Gli studenti hanno diritto che gli orari scolastici siamo compilati in modo che gli studenti non avvalenti non vengano di fatto ignorati. Deve essere chiaro dappertutto (orari affissi in pubblico o trascritti sui registri di classe), che nelle classi in cui vi sono studenti non avvalenti, l'IRC è (solo) per coloro che ne hanno fatto richiesta
 
 


Considerazione aggiuntiva

Invito tutti i colleghi a non essere faciloni su argomenti come questi.

Ai nostri studenti dobbiamo additare valori autentici, e non possiamo certo nasconderci dietro l'alibi che tanto, chi vuole i valori li cerchi nella chiesa cattolica: poiché è sotto gli occhi di tutti che essa, presa probabilmente da una sindrome da Titanic, si è ormai gettata a capofitto nella (temo illusoria) frenesia di poter contare milioni di adepti, di potere muovere folle oceaniche, di essere al top di tutti i mass media; e non si rende conto che ormai non ha più nulla da dire e da offrire, se non invettive contro uomini e donne che chiedono di avere voce in capitolo sul loro corpo, cerimonie stucchevoli di autocelebrazione, forme di culto della personalità che così neanche Stalin, e standard culturali a livello di Nostradamus o dei "misteri" di Lorenza Foschini.

Al punto che diventa perfino legittimo domandarsi se possa ancora avere valore giuridico un Concordato stipulato con una chiesa cattolica che ormai non c'è più, essendosi trasformata in una chiesa medianica e mediatica, non certo ispirata ai valori che nella storia hanno costituito patrimonio della umanità occidentale, e per la quale ha goduto di indiscutibile rispetto anche se accompagnato da discutibili privilegi.

Mi sembra chiaro che se nei giovani vogliamo alimentare la tensione verso un "oltre" dell'umano, verso una dimensione più autentica per cui vivere e per cui lottare, non è alla attuale chiesa polacca che li possiamo onestamente indirizzare:

la giustizia, la libertà, un'etica autenticamente radicata nella persona, il primato della coscienza, una morale della responsabilità, la dimensione dialogica planetaria, la critica dell'esistente in nome di valori superiori, la fedeltà critica ad una razionalità che sa di essere finita...: questi valori hanno nel nostro tempo maestri tutti di ispirazione laica, e comunque non cattolica: Gandhi e Martin Luther King, H. Arendt e E. Levians, J. Habermas e K. Popper...

Difficilmente troverete dei cattolici in questa lista: o sono i grandi di un passato che oggi è stato seppellito in nome di una specie di berlusconismo ecclesiastico, o sono uomini del nostro secolo che sono stati emarginati, condannati, e stranamente dimenticati nella sceneggiata della "richiesta di perdono" delle colpe della chiesa (ex-)cattolica
 
 

E nessuno dica che un docente deve insegnare la sua materia, e questi problemi non lo riguardano: perché di fatto ogni docente, nel momento che non obietta a questa attuale situazione di privilegio indebito ed illegale alla presenza della (ex-)chiesa cattolica nella scuola italiana, sta facendo attiva politica nella direzione opposta a quella da me indicata. Quindi, se ne interessa assai...
 
 

Roma 16.05.2000

Francesco Dentoni, docente


INIZIO PAGINA
HOME PAGE